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Nissens: accensione avviata

A Białystok, in Polonia, Nissens ha riunito la stampa specializzata di quasi venti Paesi per il lancio ufficiale della nuova linea di bobine di accensione aftermarket. Dietro al prodotto, la partnership con SMP e una strategia che scommette sul motore termico ancora per due decenni

Białystok, nel nord-est delle Polonia, non è esattamente la prima città che viene in mente quando si pensa a un lancio di un nuovo prodotto nel mondo aftermarket. Eppure, la scelta di Nissens non è stata casuale: è qui che SMP, Standard Motor Products, gestisce lo stabilimento dove vengono prodotte oltre sei milioni di bobine di accensione all’anno.

Portare la stampa direttamente in fabbrica, invece di limitarsi a una presentazione in un hotel, è stato già un messaggio preciso.

Lo scorso aprile, infatti, Nissens ha invitato giornalisti e rappresentanti di settore provenienti da quasi venti Paesi per un evento globale dedicato alla nuova linea. Solo due le testate italiane presenti, una delle quali era ovviamente Parts.

Il prodotto in realtà era stato lanciato a dicembre 2025, ma il momento di presentarlo ufficialmente è arrivato solo nel momento in cui la disponibilità a stock era garantita e la rete distributiva europea attivata.

L’ingresso in SMP

Per capire perché Nissens, da sempre associata ai sistemi di raffreddamento e climatizzazione, si trovi oggi a produrre bobine di accensione, bisogna fare un passo indietro.

Un anno e mezzo fa, l’azienda è entrata nell’orbita di Standard Motor Products (SMP), colosso americano della componentistica automotive con oltre venti stabilimenti in undici nazioni.

È stato questo ingresso, raccontato durante la presentazione di apertura dell’evento da Jan Zieleskiewicz, Head of Marketing, Group Content Director, a rendere possibile il lancio.

Il meccanismo è semplice nella logica, ma meno scontato nell’esecuzione: SMP dispone di un catalogo vasto e di capacità produttive certificate (IATF 16949, ISO 9001 e ISO 14001) che Nissens non avrebbe potuto costruire da sola in tempi utili.

Quest’ultima, dal canto suo, porta il marchio, la rete commerciale europea e la relazione con distributori e officine.

Le prime due linee di prodotto nate da questa integrazione sono i tubi per l’aria condizionata e le bobine di accensione. Ma non saranno le uniche.

Come ha spiegato Steffen Bjerg Jensen, Senior Director of Category Management & Strategy, durante la presentazione tecnica, il lancio delle bobine non è avvenuto semplicemente perché SMP le aveva già in catalogo, ma perché è stata intercettata una domanda reale.

Un’attenta analisi aveva mostrato tre livelli di offerta nell’aftermarket europeo: un segmento economico (il cosiddetto “good”), un segmento premium aftermarket (“better”) e quello dei marchi OE (“best”).

Il segmento “better”, caratterizzato da qualità premium a prezzo accessibile, era quasi completamente vacante.

“È esattamente lì che Nissens di solito opera”, ha affermato Jensen.

Il cuore produttivo

La giornata a Białystok è stata costruita attorno a questa idea: mostrare, non solo raccontare. Dopo la conferenza stampa, durante la quale si è parlato di strategia, posizionamento e caratteristiche tecniche della gamma, i partecipanti sono stati trasferiti allo stabilimento SMP.

L’impianto esiste da oltre mezzo secolo, ed è nato per produrre componenti elettronici per televisori. La similitudine tecnologica con le bobine di accensione è stata sufficiente, all’epoca, per convincere il governo polacco a diversificare la produzione.

Il primo cliente è stato la Fiat, con commesse OE. Da quel DNA di fabbricazione per il primo equipaggiamento non ci si è mai allontanati: oggi lo stabilimento, che si estende per 15.000 km2, impiega oltre 800 addetti e più del 10% della forza lavoro è costituita da ingegneri.

La visita ha permesso di osservare da vicino i processi di controllo qualità, i test su ogni singolo pezzo e il laboratorio di validazione interno.

Pomeriggio in pista

Nel pomeriggio il programma si è spostato su un circuito a venti minuti da Białystok dove, divisi in gruppi, abbiamo potuto vivere esperienze adrenaliniche sfidandoci in prove di abilità.

Tra quelle emozionanti, il drifting come passeggeri accanto a piloti professionisti, un percorso a bordo di potenti fuoristrada e una sessione di guida in go-kart.

La logica comunicativa era chiara: dimostrare che le prestazioni di accensione contano soprattutto quando il motore è sotto stress.

La giornata si è conclusa con una cena di gala e una cerimonia di premiazione per i vincitori delle sfide, impreziosita dall’esibizione di un trio di violini e violoncelli.

La gamma in numeri

Al momento del lancio la linea comprende oltre 230 referenze, con più di 1.000 codici ricambio originali, per una copertura dichiarata superiore al 65% del parco auto europeo.

Le cinque tipologie coperte – bobine standard, a matita (pencil), coil-on-plug (COP), a binario (rail) e a blocco (block) – permettono di servire autovetture e veicoli commerciali leggeri indipendentemente dall’architettura del sistema di accensione.

L’obiettivo è arrivare all’80% di copertura entro un anno dal lancio, con un aggiornamento continuo del catalogo per includere nuovi modelli e dismettere applicazioni obsolete.

SMP ha già in sviluppo oltre cento nuovi codici.

Qualità premium nei fatti

C’è un dettaglio che emerge chiaramente: gli ingegneri di Białystok non si limitano a riprodurre il componente OE.

Per alcuni modelli specifici – quelli noti per problemi di surriscaldamento, infiltrazioni d’acqua o vibrazioni eccessive – il progetto viene completamente rivisto.

Il risultato è che alcune delle bobine Nissens superano le specifiche originali.

Il posizionamento premium non è, dunque, solo un’etichetta di marketing.

Le bobine vengono proposte come migliori dell’OE su parametri misurabili: energia della scintilla fino al 9% superiore ai valori di riferimento originali, durata di scarica prolungata per una combustione più completa, corretta impedenza a protezione della centralina elettronica.

Sul fronte dell’affidabilità, l’architettura monoblocco elimina i punti di giunzione che, in condizioni di umidità o freddo intenso, sono i principali vettori di guasto.

L’avvolgimento secondario è in rame ETP di precisione, la molla in acciaio inossidabile resistente alla corrosione, il magnete in materiale premium e l’epossidico utilizzato vanta un’alta costante dielettrica.

Lunga vita al termico

Un tema ricorrente durante la giornata è stato la relazione tra elettrificazione e domanda di componenti per motori termici.

La posizione di Nissens è netta e si basa sui numeri: nonostante le vendite di EV abbiano raggiunto circa il 20% delle immatricolazioni europee, oltre il 90% del parco circolante è ancora a combustione interna.

L’età media del parco europeo supera i 13 anni, il che significa che i veicoli ICE venduti oggi entreranno nel mercato del ricambio tra 7-10 anni.

Jensen ha anche sottolineato un elemento spesso trascurato: i motori più recenti, progettati con tolleranze più strette per rispettare i limiti di emissione, sottopongono i componenti a stress maggiori.

Il tasso di sostituzione delle bobine di accensione potrebbe quindi crescere, negli anni a venire.

Officine e distributori

Il programma commerciale è costruito per servire due anelli della filiera con esigenze diverse.

Per le officine il prodotto punta sulla riparazione corretta al primo tentativo, con supporto tecnico attraverso il portale Nissens Experts (support.nissens.com), video diagnostici e un codice QR sulla confezione che rimanda direttamente alle schede tecniche.

Per i distributori viene fornito un catalogo ampio, dati prodotto di qualità e disponibilità immediata a magazzino – stock centralizzati in Polonia e Danimarca, con scorte locali in Italia già attive.

E quanto al prezzo? Il posizionamento si colloca sotto gli OE e i grandi marchi della concorrenza.

L’INTERVISTA: BIRGER STRAND

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Birger Strand, Business Development Manager Advanced Products di Nissens.

Il prodotto di oggi è lo stesso che SMP produceva per altri marchi o Nissen ha apportato modifiche?

“Sono proprio le stesse bobine. Lo dico senza problemi, perché SMP ha anni di esperienza, capacità ingegneristiche validate, standard di qualità che non avremmo motivo di mettere in discussione. Sarebbe stato poco intelligente da parte nostra intervenire sul prodotto quando la fabbrica già lo produce ai massimi livelli. Quello su cui abbiamo lavorato è il packaging, il pricing, il lancio commerciale”.

Dichiarate un’energia di scintilla fino al 9% superiore all’OE. Come si ottiene questo risultato?

“Su 230 codici ci sono inevitabilmente alcune bobine che partono da uno standard più basso. È relativamente facile migliorarle: in fabbrica abbiamo tutte le tecnologie per farlo. I tecnici dell’impianto analizzano ogni applicazione specifica, verificano se la bobina originale funziona davvero come dovrebbe e dove trovano margini di miglioramento intervengono.

Alcune delle nostre bobine non eguagliano l’OE: lo superano. Non è solo una dichiarazione, ma un risultato dimostrato in laboratorio: le case automobilistiche, negli ultimi anni, hanno spinto molto sul risparmio sui costi. La qualità dei componenti di serie non è sempre quella di 20 anni fa”.

Il design monoblocco è una soluzione presa dall’esperienza OE con SMP oppure è stata sviluppata per questo lancio?

“Viene dall’esperienza OE. La logica è semplice: ogni giunzione tra due superfici è un potenziale punto di guasto. Con l’umidità e le basse temperature – pensate al mercato nordico o britannico – l’alta tensione può scaricarsi nel posto sbagliato invece di raggiungere la candela.

Un involucro monoblocco elimina questo rischio. Non è una soluzione rivoluzionaria, fa la differenza sul lungo periodo”.

Relativamente al prezzo dichiarate di posizionarvi sotto la concorrenza…

“Saremo sempre più economici dei grandi marchi OE che vendono anche nell’aftermarket. Altrimenti non avrebbe senso esserci. Peraltro alcuni dei più grossi hanno ridotto la produzione diretta e si stanno concentrando su altri business.

Noi stiamo nella fascia premium accessibile: qualità comparabile, prezzo inferiore. Se non riesci a offrire questo, non hai una proposta valida”.

L’Italia ha uno dei parchi auto più vecchi d’Europa. Avete dato priorità ad alcune famiglie di veicoli nel nostro mercato?

“L’Italia non è l’unico Paese con un parco auto vecchio: in Danimarca, per esempio, per le tasse alte sulle auto nuove, la situazione è simile. Il punto è che le bobine di accensione coprono solo motori a benzina, non diesel. Questo dimezza il parco di riferimento rispetto, diciamo, a un turbocompressore o a un compressore AC.

Ma significa anche che la gamma necessaria è più gestibile. E non dimenticate: il primo cliente OE della fabbrica di Bialystok è stato la Fiat. Il Dna rimane quello”.

Un avvertimento tecnico per chi le monterà?

“La mia preoccupazione principale, soprattutto con i meccanici più giovani, riguarda le bobine a matita o le coil-on-plug. Se si invertono i connettori a 12V durante la sostituzione, la centralina non segnala un guasto alla bobina stessa ma un problema all’iniettore, perché rileva carburante incombusto nello scarico.

Ovviamente, se il meccanico cambia l’iniettore, il problema persiste. Bisogna avere sempre una visione d’insieme del vano motore, non limitarsi a sostituire il pezzo che indica lo strumento diagnostico”.

a cura di Roberto Barone